Salento, bellezza dei luoghi: quattro gioielli da non perdere

È risaputo che il Salento, situato nel Tacco dell’Italia, offre bellissime spiagge e località balneari, oltre a panorami mozzafiato. Un esempio è la città di Gallipoli, conosciuta come ‘la Perla dello Ionio’, che nel periodo estivo diventa la meta per eccellenza delle vacanze, soprattutto dei giovani che arrivano da ogni parte d’Italia e dall’estero. Vi giungono anche artisti famosi non solo per villeggiare, ma anche per tenere concerti e allietare con la loro musica le serate (meglio dire le notti) gallipoline. L’unica cosa che manca a Gallipoli d’estate è il silenzio: c’è traffico e movimento 24 ore su 24.

gallipoli

Ma il Salento non offre solo Gallipoli. Se volete ammirare un panorama suggestivo e i tuffi sono la vostra passione, potete recarvi presso la litoranea di Gagliano del Capo, precisamente sul Ponte Ciolo, che prende il nome dall’insenatura sulla quale sorge. Qui è possibile osservare una folta vegetazione a macchia mediterranea e una spiaggetta, dove le famiglie trascorrono le giornate estive facendo il bagno nelle acque cristalline. Dal ponte, alto 40 metri, spesso i giovani imprudentemente si cimentano in gare di tuffi, riprendendosi a vicenda per immortalare l’esperienza. A causa di alcuni incidenti che si sono verificati, alcuni anche gravi, solo ai professionisti, in possesso di adeguate attrezzature, è concessa l’autorizzazione di tuffarsi.

ciolo

Non lontano dal Ponte Ciolo, a circa 2 km da Castro Marina, c’è una delle grotte più famose d’Italia per le manifestazioni di carsismo costiero, ovvero la Grotta della Zinzulusa. Il nome deriva dal termine dialettale ‘zinzuli’ che significa ‘stracci’: le stalattiti che pendono dal soffitto danno al turista l’impressione di essere degli stracci appesi. All’interno della grotta c’è il Trabocchetto, un piccolo lago di acqua dolce dal colore indescrivibile.

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A 36 km da Lecce, invece, nella località di Porto Selvaggio, sorge un’altra scogliera alta 50 metri che permette a coloro che vi giungono di regalarsi spettacolari tuffi. Fra gli altri posti poco conosciuti del Salento c’è anche Torre dell’Orso, sulla neonata Costa della Poesia, a pochi chilometri da Otranto, che ha vinto la Bandiera Blu per la pulizia delle spiagge e per il mare limpido.

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Articolo originale: Noisiamofuturo.it

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Salento, bellezza dell’arte: SS. Niccolò e Cataldo riapre al pubblico

Il Comune di Lecce ed il Comitato Fai di Lecce hanno siglato un accordo per la valorizzazione e la fruizione della Chiesa dei Ss. Niccolò e Cataldo situata nel cimitero cittadino. La chiesa, unica nel suo genere, è una delle più importanti testimonianze di Lecce medievale, fondata nel 1180 da Tancredi, già conte di Lecce e ultimo re dei Normanni, figlio naturale di Ruggero, duca di Puglia e di Calabria.

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La Chiesa fino ad oggi non è stata fruibile per mancanza di personale, ma come luogo di culto è stata ed è aperta nel fine settimana per le funzioni religiose del sabato pomeriggio e della domenica mattina. L’accordo siglato rappresenta l’inizio di una nuova vita per la Chiesa dei Ss. Niccolò e Cataldo e per la città di Lecce che ha di nuovo a disposizione uno dei suoi monumenti più importanti.

Orari di apertura: nei mesi di giugno, luglio ed agosto, lunedì e giovedì dalle 17 alle 19. Nei restanti mesi dell’anno negli stessi giorni dalle 10 alle 12,30. Restano in vigore gli orari di apertura durante le funzioni religiose.

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Salento, bellezza sotterranea: i frantoi ipogei

Nel Salento si trovano le cosiddette “Miniere d’oro verde”, si tratta di una serie di frantoi ipogei che, partendo dalle olive della zona producevano un olio d’oliva veramente pregiato. La maggior parte dei frantoi in questa zona è scavato nella roccia: il commercio dell’olio a partire dai contatti che le popolazioni del Salento ebbero con i Bizantini nel IX secolo, aveva sostituito quasi completamente quello del grano, e quindi i “trappeti”, vennero realizzati proprio sulle rovine dei granai, che risalivano all’età “messapica”. In secondo luogo, l’ambiente di questi frantoi dava la possibilità di una migliore conservazione del prodotto e nascondeva alla vista di nemici le fasi della lavorazione e la “ciurma”, come veniva chiamato l’insieme degli addetti alle varie fasi di lavorazione, detti anche “trappitari” e sottoposti alla supervisione del “Nachiro”.

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I “trappitari” in tutto il periodo che va da novembre al maggio successivo, vivevano all’interno del frantoio, spostandosi solo in occasione delle feste. All’interno del “trappeto” si trovavano anche degli animali, con le loro stalle. Altri ambienti del “trappeto” erano quelli che contenevano le “sciave”, nelle quali venivano depositate le olive, dopo la raccolta e prima della spremitura. La ruota veniva fatta girare con l’aiuto di un mulo bendato e le olive schiacciate venivano infine pressate. Tra le due operazioni si faceva riposare il prodotto nei “fisculi”. Se si fa riferimento alle leggende che circondano i “trappeti”, si vede che oltre a uomini ed animali, in questi luoghi si trovavano anche gli uri, dei folletti che la leggenda descrive come fastidiosi e dispettosi.

Un frantoio oleario risalente al 1600 è visitabile a Gallipoli. Si tratta di quello che è ospitato sotto a Palazzo Granafei, proprio nel centro storico della cittadina salentina.

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Presicce, altra località del Basso Salento, nel periodo che andava dal ‘700 all’800 era nota a tutti come la “città sotterranea”, proprio per la presenza in gran numero dei frantoi ipogei. Si parla di 30 frantoi, tutti celati al disotto della piazza principale di Presicce, nei quali veniva prodotto l’olio “lampante”, che veniva successivamente esportato in diversi paesi europei, ma serviva anche per l’illuminazione locale. Quello di Presicce è comunque un caso unico in Salento e la sua caratteristica è dovuta forse alla presenza, in zona, di varie falde acquifere in superfice.

Altri centri salentini con frantoi ipogei sono Morciano di Leuca e Sternatia. Nella prima località esistevano circa 20 frantoi, mentre a Sternatia erano 19, uno solo dei quali visitabile oggi. Un frantoio ipogeo in corso di recupero è quello di Noha, una frazione del comune di Galatina e anche a Vernole esiste un frantoio del 1500, il Frantoio Caffa, che è stato ristrutturato a fine secolo scorso dopo aver “lavorato” sino ai primi anni del ‘900.

Articolo originale su: Porto Cesareo

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Salento, bellezza del cibo: Repubblica Sapori ci racconta

Sonia Gioia racconta così su Repubblica Sapori il “Salento gastronomico oltre i luoghi comuni: 10 indirizzi sicuri tra pizze, dolci e cucina gourmet“.

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Guida ragionata (e assai parziale) per viaggiare fra spiagge, scogliere e volute barocche sotto il cielo salentino. Un paio di indirizzi della tradizione, i Millennial che vanno demolendo i luoghi comuni emancipandosi dal pansalentinismo a tutti i costi, pizze deluxe e dolcezze variamente declinate. Protagonisti tutti, ciascuno a modo suo, del rinascimento gastronomico di questo lembo di Puglia che va recuperando a grandi falcate il ritardo accumulato in materia. E pure qualche insegna che se la gioca alla pari con la meglio Italia a tavola.

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Dentro e fuori l’itinerario ci sono cuochi e ristoratori innamorati di casa loro. Una regione nella regione, con caratteri suoi propri, connessi al resto del Sud per un senso dell’ospitalità che vi farà sentire re e regine ovunque approdiate. Un paio di istruzioni per l’uso, anzi tre. La prima: le distanze sono importanti, meglio calcolarle prima. La seconda: sopportare la solfa dell’orgoglio salentino che si ripeterà identica a se stessa in ogni dove. E rispettate l’ora della siesta, costume autoctono che risulterà rigenerante per i vostri nervi e quelli di chi vi ospita: gli uni e gli altri ve ne saranno grati.

Articolo originale: Repubblica Sapori

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Salento, bellezza del genio: Oro a 3 studenti negli Usa

Alessandro Bruno, Gabriele Mariello e Roberto Leone sono tre studenti del liceo “Quinto Ennio” di Gallipoli. Il loro progetto “A passo…di lumaca” ha vinto la competizione tra giovani geni, aggiudicandosi l’Oro alle Genius Olympiad ad Oswego, nello stato di New York (Usa).

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I tre studenti, accompagnati dalla loro insegnante Rossana Congedo che li ha guidati nella loro avventura scientifica, hanno illustrato il loro progetto che mira a realizzare una speciale “edible coating”, una copertura di protezione per alimenti, che permette di evitare la crescita di microrganismi patogeni, migliorando la shel-life e la sicurezza dei prodotti di IV gamma. In altre parole si tratta di una copertura naturale con cui avvolgere gli alimenti in modo da rendere più sicuro il loro consumo, permettendo sia il mantenimento delle loro proprietà organolettiche che l’aumento dei tempi di conservazione.

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Il biofilm edibile, realizzato con la bava della lumaca salentina “Helix aperta”, ha proprietà anti-microbiotiche, è commestibile e, prima di essere utilizzato, è stato sottoposto a tutte le analisi necessarie per verificare le sue proprietà antibatteriche. Un esperimento scientifico, questo, che ha conquistato la giuria delle olimpiadi di geni statunitense, tanto da guadagnarsi la medaglia d’oro.

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Salento, bellezza d’acqua: cascata di Leuca tra le più belle d’Italia

La Cascata Monumentale di Santa Maria di Leuca è tra le prime 15 cascate italiane più belle. Lo dice Hundredrooms, sito specializzato in turismo, che ha redatto la classifica delle cascate italiane più belle.

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Costruita nei primi decenni del ventesimo secolo, la cascata salentina rappresenta il termine ultimo dell’Acquedotto Pugliese. Lunga oltre 250 metri con un dislivello di 120 metri circa, con una portata di 1.000 litri al secondo che termina direttamente nel mare.

Una Colonna Romana Monolitica è situata alla fine della scalinata che affianca la cascata. La scalinata merita un’attenzione particolare poiché è costituita da due rampe, ognuna delle quali si compone di 300 scalini che incorniciano la cascata. Dal 2010 è stata resa ancora più suggestiva da un sistema di illuminazione artistico, studiato appositamente per creare un forte impatto visivo. Il risultato è una bellezza che toglie il fiato tanto da aver reso Santa Maria di Leuca una delle mete imprescindibili del turismo salentino.  (da “TricaseNews”)

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Salento, bellezza delle spiagge: Punta Prosciutto top per il Telegraph

C’è anche la spiaggia di Punta Prosciutto tra le più belle del mondo secondo la classifica stilata dal quotidiano inglese Telegraph. «Ham Point», così la chiama il giornale inglese nella cui classifica sono segnalate diverse località della Spagna e solo Punta Prosciutto come località italiana. La sua bellezza non è certo una novità per chi la conosce e la frequenta, ma lo è vederla inserita tra le spiagge più belle al mondo. La spiaggia di Punta Prosciutto si trova tra Avetrana e Manduria, in provincia di Taranto.

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Questo l’articolo del quotidiano: www.telegraph.co.uk

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Salento, bellezza della scrittura: “Chiara” vince Premio Nicola Martucci

Maria Gabriella Margiotta autrice del lavoro teatrale “La medicattrice” per i “Quaderni del Bardo Edizioni” di Stefano Donno, è Prima Classificata presso il Premio Nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci – Città di Valenzano con il monologo “Chiara” tratto appunto dal volume. Inoltre “La Medicattrice”, sempre nell’ambito dello stesso Premio, ha ricevuto la menzione d’onore.

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In questo suo ultimo lavoro, Maria Gabriella Margiotta presenta storie che hanno una loro ragione e forza nella pre-rappresentatività e pre-espressività. Una drammaturgia nata dall’incontro e dall’esperienza diretta e quotidiana con persone in carne e ossa, le cui vite devono superare ostacoli e cercano varchi di liberazione verso e dentro l’arte e il teatro. Drammaturgia di realtà, senza effetti di finzione e rappresentazione; di persone, senza personaggi e senza maschere.

“Fondamentalmente Gabriella Margiotta ci fornisce con questo suo lavoro, una serie di indicazioni molto precise, su una lotta che prima o poi dobbiamo vincere sull’animale che ci si porta dentro, come direbbe il noto cantautore italiano Franco Battiato: l’Ego! Quando lo si sconfigge, quando smette di farci avere un appetito smisurato, per l’ambizione ingiustificata, per la gelosia livorosa, per l’ossessione del possesso, il desiderio di riconoscimento e di riconoscersi nell’altrui giudizio, ecco che liberi si può dire “ … non vado più di fretta!”. (Paola Scialpi)

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Salento, bellezza da premio!

Michael Candido, Martino Castellana e Daniele Chirico sono gli ideatori e curatori della startup denominata “Salento che bellezza” (e quindi anche di questo blog), un vasto progetto che consiste nella realizzazione e diffusione di ben nove nuovi siti web e che punta alla promozione innovativa del territorio facendo leva sulla parola chiave “bellezza”. La loro impresa è piaciuta alla giuria del concorso “Edition Startup Projects 2017” indetto dal Rotary Club Lecce, Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecce e Fondazione Messapia e ha meritato di vincere il primo premio.

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I tre giovani startuppers salentini, oltre ai complimenti della giuria, composta da Fabio Corvino, presidente della Fondazione Messapia, Giuseppe Tamborrino, consigliere Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecce, e Raffaele Parlangeli, dirigente Ufficio Programmazione Strategica del Comune di Lecce, hanno anche ricevuto dalle mani del Presidente del Rotary Club Lecce, Francesco Baldassarre, il premio riservato al primo classificato, ossia un periodo di mentoring ed un assegno di 800 euro da investire nella realizzazione della loro startup, già in fase attuativa.

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«Siamo contentissimi – commentano i giovani startupper pugliesi – è come se la giuria, composta da professionisti ed esperti di imprenditorialità,  ci avesse dato due premi, il primo consiste nell’aver ritenuto la nostra idea una buona idea e quindi ci sprona a portarla avanti con maggiore forza e determinazione. Il secondo è il premio in denaro che, inutile nasconderlo, ci è davvero utile. Proprio qualche giorno fa abbiamo lanciato il “landfunding”, una sorta di nuovo crowdfunding che abbiamo ideato noi e che serve specificatamente per raccogliere fondi a favore della crescita culturale, economica e turistica del nostro territorio. Stiamo considerando questo assegno di 800 euro come il primo contributo del nostro Landfunding ed il Rotary Club Lecce come la prima entità che ha creduto nella nostra impresa e l’ha sostenuta.»

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Salento allo specchio, la bellezza è (anche) riflessa

Spiagge, paesaggi naturali, angoli di cielo: sono i soggetti che riflessi nell’acqua danno vita a un proprio doppio, colti dagli scatti fotografici di Luigi Marzo. Un gioco dei doppioni dalla bellezza infinita, per la soddisfazione di chi osserva, che coinvolge panorami che fanno rima con estate.

Dalle rive di Santa Maria al Bagno, alla Torre di Sant’Emiliano a Otranto fino alla foce del fiume Idume a Torre Chianca con il suo caratteristico bunker risalente alla seconda guerra mondiale, la provincia di Lecce si manifesta in una duplice veste. Merito di un gioco di simmetrie, capace di alimentare il fascino di alcuni simboli del Salento.

Fonte:  Bari.repubblica.it

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