Salento, bellezza della creatività: sono di Lecce i più giovani startupper di “Heroes”

Marco Amato, Gianmarco Garrisi, Lorenzo Mezzi e Mario Perrone sono quattro studenti di quinto anno dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce e sono stati i più giovani startupper presenti all’edizione 2017 di “Heroes”, il più importante festival euro-mediterraneo su innovazione e impresa, che si è svolto a Maratea dal 21 al 23 settembre. I giovanissimi studenti salentini hanno presentato “Choes”, la startup con cui si possono noleggiare per tempi brevi scarpe ed abbigliamento di gran firma.

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Heroes 2017 ha riunito a Maratea, sulla costa tirrenica della Basilicata, il meglio dell’innovazione nel Sud Europa. Tra oltre 50 progetti d’impresa messi in gara, 5 hanno avuto accesso alla fase finale.

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A vincere il primo premio è stata Fluidia, startup che parte da Bari e che ha ritirato il premio di 20mila euro in beni e servizi. Fluidia offre una soluzione per lo sviluppo, la validazione e la commercializzazione di nuovi test molecolari utili per la diagnosi e la prognosi di malattie umane. Al secondo posto Axieme, la startup che permette di condividere il rischio assicurativo con altre persone. Fondata a Torino, è il primo servizio in Italia che permette alle persone di stipulare assicurazioni in gruppo, fornendo un ritorno agli assicurati in caso di assenza o numero limitato di sinistri. Il terzo classificato è Pertinet, una startup campana guidata da una giovane e intraprendente biotecnologa impegnata nella produzione di superfici ingegnerizzate per la produzione di cellule staminali. Al quarto posto, da Lecce, Adam’s Hand, device che consiste in una mano robotica che si adatta all’oggetto per trasformare le disabilità in nuove possibilità. Al quinto posto si è classificato Cubbit, con base a Bologna, un icloud gratuito per le abitazioni.

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Salento, bellezza del cibo: otte le osterie inserite nella guida Slowfood

Marco Bolasco e Eugenio Signoroni hanno curato l’ultima edizione di “Osterie d’Italia“, questo il loro commento: «Nella nostra ultima edizione, esattamente un anno fa, abbiamo raccontato come l’osteria sia innanzitutto un luogo dove sentirsi a proprio agio. “Sentirsi a casa”, come spesso scrivono i nostri collaboratori, e passare qualche piacevole ora mangiando piatti rassicuranti e gustosi. Un argomento centrale, quello dell’accoglienza, troppo spesso trascurato, e invece determinante nella percezione della qualità di un locale.»

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Tra le sedici migliori osterie in Puglia, otte sono nel Salento:

Casale Ferrovia (Carovigno – Br)
Cibus (Ceglie Messapica . Br)
Falsopepe (Massafra – Ta)
La Cuccagna (Crispiano – Ta)
La Piazza (Poggiardo – Le)
La Locanda di Nonna Mena (S. Vito dei Normanni – Br)
Le Macare (Alezio – Le)
Lilith Masseria Copertini (Vernole – Le)

Qui la notizia: www.slowfood.it/siore-siori-le-chiocciole-osterie-2018

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Salento, bellezza dello sport: oro per Claudia e Sofia campionesse del mondo

L’Italia femminile del “double trap” si è laureata Campione del mondo nella rassegna iridata di Mosca. Nella squadra azzurra hanno brillato anche le stelle della neretina Sofia Maglio e della leccese Claudia De Luca, che componevano il team italiano insieme alla veneta Sofia Littame.

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Grande soddisfazione quindi. In particolare per Sofia Maglio, che porta nel Salento  una medaglia d’oro molto pesante, dopo aver vinto i campionati europei a livello individuale di Baku nel luglio scorso. Il trio azzurro (259 punti) ha preceduto Gran Bretagna (240) e Russia (234).

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La strepitosa medaglia della Maglio è stata celebrata con entusiasmo dal consigliere con delega allo Sport del Comune di Nardò, Antonio Tondo“Dopo gli Europei di Baku – ha dichiarato – avevo profetizzato nuovi e più prestigiosi traguardi per Sofia, e così è stato. Sono davvero contento e orgoglioso delle vittorie di questa giovane fenomeno del tiro a volo. la Nardò sportiva, e soprattutto il movimento neretino di questa disciplina, ringraziano e le augurano risultati sempre più importanti”.

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Salento, bellezza della ricerca: sul New York Times la ricerca sulle meduse

Il prestigioso quotidiano americano The New York Times ha pubblicato un articolo che racconta le ricerche sulle meduse dei mari europei condotte a Lecce dai biologi marini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento e dai ricercatori dell’ISPA-CNR di Lecce.

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In particolare, le proliferazioni di meduse sono oggetto di crescente attenzione per il loro impatto sull’ecosistema marino e per le conseguenze socio-economiche e sanitarie sulle attività umane in mare (turismo, pesca, acquacoltura, attività industriali lungo la costa). Negli ultimi anni, grazie a diversi progetti finanziati dalla Commissione Europea, i ricercatori dell’Università del Salento e del CNR hanno messo in luce cause, meccanismi, e possibili contromisure contro le proliferazioni di meduse.

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L’articolo del The New York Times prende spunto da un nuovo recente finanziamento che dal prossimo gennaio 2018 permetterà alla dr.ssa Antonella Leone (ISPA-CNR) ed al prof. Stefano Piraino (Università del Salento) di studiare diversi modi per utilizzare le grandi biomasse di meduse a beneficio dell’uomo, dall’estrazione di molecole biologiche di interesse farmacologico e nutraceutico alla possibilità di utilizzare le meduse mediterranee come alimento per l’uomo, come già avviene in Estremo Oriente da oltre 2000 anni.

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“Sono molto contento che questa ricerca condotta nel nostro Ateneo in collaborazione con il CNR sia stata ripresa dal prestigioso quotidiano americano – ha detto il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. – È la dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che ciò che si fa ad UniSalento ha una risonanza divulgativa anche su giornali a diffusione mondiale come il The New York Times e tutto questo testimonia l’eccellente preparazione, l’abnegazione e la passione per il lavoro dei nostri ricercatori.”

Articolo del New York Times

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Salento, bellezza dello sport: gli over 50 vincono Olimpiadi 50&Più

Una squadra composta da ben 82 atleti salentini, tutti rigorosamente over 50, con un punteggio totale di ben 1.706 punti, ha portato la provincia di Lecce a salire nuovamente sul gradino più alto del podio, dopo il secondo posto dello scorso anno, vincendo il trofeo delle Olimpiadi 50&Più.

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«Grinta, spirito di squadra e tanta voglia di vincere sono stati gli ingredienti giusti per la vittoria. – ha dichiarato Antonio Martino, presidente della 50&Più provinciale di LecceL’entusiasmo e la lealtà con le quali tutti gli atleti salentini hanno affrontato le competizioni olimpiche – ha aggiunto – rappresentano ancora una volta una testimonianza di come l’età non sia più un limite per chi ama fare sport, ma soprattutto di quanto siano stati capaci di costruire negli anni una squadra forte e coesa, unita da rapporti di amicizia solidi. La nostra forza – ha voluto precisare il presidente Martino – è che siamo un gruppo molto unito e, benché numeroso, siamo tutti amici, grazie all’intensa vita associativa, fatta di incontri culturali e attività ricreative, che si svolge durante l’anno in seno all’Università 50&Più.»

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Un evento nazionale, quello delle Olimpiadi 50&Più, tenutosi dal 10 al 18 settembre a Marinella di Cutro, in provincia di Crotone, che ha visto la squadra salentina distinguersi tra le province partecipanti. I numeri, infatti, sono quelli delle grandi manifestazioni: oltre 1000 atleti ultracinquantenni, con età compresa dai 50 a ultranovantenni provenienti da ogni parte d’Italia hanno preso parte alle numerose competizioni sportive: dal nuoto alla marcia, dal basket al tiro con l’arco, al ciclismo.

Tratto da Confcommercio Lecce

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Salento, bellezza del ritorno: con StaiTerraTerra arriva l’orto sinergico

L’associazione Staiterraterra nasce da un gruppo di ragazze e ragazzi con formazioni e competenze del tutto eterogenee, tornati in Salento dopo un lungo periodo vissuto altrove. Tutto parte dall’idea di realizzare un’esperienza stabile di coworking che potesse stimolare processi di innovazione sociale ma che fosse, soprattutto, uno strumento di creazione di reti e rapporti sul territorio. Prendono così il via una serie di laboratori dal basso sui temi del lavoro e della ruralità: prima il corso di potatura a vaso policonico (diffuso soprattutto in Toscana), poi l’implementazione dell’orto sinergico, realizzato collettivamente grazie anche al contributo di Cooperativa Terrarossa e Banca dei semi.

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È così che, nelle campagne tra Felline e Alliste, nasce uno stupefacente orto sinergico: enorme, con braccia circolari che si restringono verso il centro, straordinario nella sua bellezza. Si intuisce la grande fatica dietro la sua costruzione. Il fine dell’agricoltura sinergica è proprio questo: mettere le piante nella condizione di completare il loro ruolo biologico, trasformando la sostanza organica e migliorando la fertilità del suolo, mantenendo e mantenendosi all’interno di un sistema equilibrato e benefico.

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L’orto è il cuore pulsante di molte attività di Staiterraterra, tra queste c’è la “raccolta collettiva” il cui obiettivo è quello di stimolare la gente a venire qui di persona, all’orto, a far la spesa: guardare come e dove crescono gli ortaggi, stringere la mano e parlare con chi li produce, raccogliere da soli ciò che si desidera, recuperando un rapporto non mediato con le proprie fonti di sostentamento. Oltre alle attività in campo, l’associazione realizza percorsi formativi e didattici e lavora nell’ambito dell’agricoltura sociale.

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Staiterraterra è una realtà fresca e innovativa, che impersona egregiamente lo spirito che da qualche tempo si percepisce nelle nostre campagne: uno spirito forte, che sa di antico e di nuovo, capace forse di traghettarci verso una vera rinascita agricola.

Pagina FB di Staiterraterra: www.facebook.com/staiterraterra

Un video su South Cultural Routes

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Salento, bellezza dell’impresa al femminile: la griffe “Made in Carcere” spopola

Made in Carcere festeggia dieci anni, ma cammina con l’entusiasmo dei primi giorni. A trainare questo progetto nato a Lecce, che sta lentamente espandendo i suoi confini, è Luciana delle Donne, ex manager di una multinazionale, che ha messo la sua esperienza più che ventennale nel campo dell’economia e della finanza al servizio delle donne detenute.

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Nel laboratorio del penitenziario del capoluogo salentino quindici detenute (ma il numero oscilla a seconda del turn over), tra italiane e straniere, cuciono scampoli di stoffa e rammendano pezzi di esistenza, provando a costruirsi un’identità nuova che le veda protagoniste al positivo. Sono regolarmente assunte per un impiego part-time di sei ore e hanno una busta paga di settecentocinquanta euro, con cui riescono ad essere economicamente autonome e ad aiutare le famiglie al di là delle sbarre. Come dire, le donne sostengono sempre la famiglia, anche in condizioni oggettivamente difficili. Per tutte loro questo progetto è di vitale importanza: rappresenta l’obiettivo con cui si alzano la mattina o grazie al quale si sentono finalmente impegnate in qualcosa di costruttivo, sperimentando una collaborazione creativa. Sono loro stesse a candidarsi.

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La materia prima è a costo zero perché le aziende che credono e sostengono Made in Carcere regalano gli scarti di stoffa che altrimenti sarebbero andati al macero. Così nascono braccialetti, borse, shopper bag, accessori, custodie tech colorati e con una spiccata personalità. Alcune hanno nomi originali come “Doppio Panico” o “Doppia Faccia”, con qualche evidente riferimento alla storia di chi li produce. Il progetto, un’idea semplice e allo stesso tempo efficace sta portando i suoi frutti: conta anche una decina di collaboratori esterni e sta cercando “ambassadors”, procacciatori di affari per allargare il giro di vendite con nuovi contratti.

A questo mondo, un modo per provare a coniugare business e anima si può trovare. Basta volerlo e rimboccarsi le maniche. Made in Carcere rappresenta la possibilità di dare una nuova vita alle cose, ma soprattutto alle persone. Come avere etica ed estetica in un colpo solo.

Tratto da Alley Oop

Sito web di Made in Carcere: www.madeincarcere.it

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Salento, bellezza della creatività: a Lecce la scuola (pubblica) per imprenditori in erba – progetto “i-Startup”

Molto probabilmente è la prima scuola pubblica in Italia ad attivare un percorso simile per gli studenti di 14 anni in orario curricolare, inserito nel normale piano di studi.

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Parliamo di “i-Startup” (www.i-startup.it), un originale progetto dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce, un percorso didattico innovativo atto ad introdurre l’Educazione all’Auto-Imprenditorialità nelle ordinarie programmazioni del settore Economico a partire già dal 1° anno. Il tutto con un occhio di riguardo rivolto alle nuove professioni del digitale (stampa 3D, web marketing, internet delle cose, sharing economy).
Grazie al progetto i-Startup, a partire da settembre 2017, tutti gli studenti iscritti al 1° anno saranno infatti protagonisti di una formazione curriculare, durante le normali lezioni scolastiche, che vedrà l’approfondimento di concetti di imprenditorialità nelle programmazioni di materie come Economia aziendale, Diritto, Informatica, Lingue, Italiano e la fattiva ideazione e creazione di micro startup a partire proprio dalle innovative idee degli studenti.

L’idea nasce in una scuola che annovera un’esperienza ultra decennale nell’incentivare i propri studenti ad ideare, condurre e gestire micro startup innovative, sia economiche (introduzione e vendita sul mercato di prodotti, servizi e applicativi web) che sociali.

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Non è un caso che i-Startup sia nato presso il “Galilei-Costa” di Lecce, anzi si può considerare una naturale evoluzione dell’innovativa tecnica didattica improntata all’imprenditorialità e alla creazione di giovani startup, che è valsa alla scuola salentina il titolo di Finalista al Global Teacher Prize (Premio “Nobel” per l’Insegnamento) nel 2015, il titolo di Finalista all’Italian Teacher Prize (Premio Italiano per l’Insegnamento) nel 2017, e che è stata scelta da Ashoka Italia per rappresentare l’innovazione didattica italiana al Meeting Internazionale di Utrecht.

E l’interazione con le Aziende? Garantita. Durante l’intero anno scolastico vi saranno continui incontri con Imprenditori e giovani startuppers di successo, sia nelle aule e nei laboratori della scuola che presso le sedi delle aziende.

Visita il sito: www.i-startup.it

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Salento, bellezza della solidarietà: grazie ad ALR, i bambini di Tricase presso Ferrari e Ducati

Ferrari e Ducati hanno ospitato, a Borgo Panigale prima, e a Maranello poi, i bambini del reparto di Oncoematologia pediatrica di Tricase e le famiglie. I ragazzi, grazie al progetto di ALR Onlus “Operazione Sorriso”, mirante proprio al miglioramento delle cure attraverso attività di distrazione e divertimento, sono stati protagonisti lo scorso fine settimana, insieme a tutti i volontari dell’Associazione, di una meravigliosa avventura nel segno delle corse, con due tra i più prestigiosi marchi italiani conosciuti in tutto il mondo.

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Un’accoglienza fatta di coccole, regali, giri in Ferrari, e tanto altro. Il Comune di Marano sul Panaro, dove opera ALR sezione di Modena, si è fatto promotore del progetto sostenendo tutte le attività dell’Associazione. Il viaggio, completamente gratuito per le famiglie, è stato sostenuto dalle aziende del territorio, con la collaborazione del Comune di Marano sul Panaro, da tempo sensibile alle problematiche dei bambini del sud costretti ad emigrare al nord per le cure, a dimostrazione che quando si “corre per la vita” nord e sud corrono insieme.

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«I momenti di spensieratezza e i sorrisi hanno preso il posto dell’ansia, della preoccupazione e dell’incertezzaè il commento dei responsabili di ALRil colore rosso della Ferrari ha spodestato dal podio della vita quotidiana il colore bianco dei camici di medici e infermieri. In questo fine settimana abbiamo potuto monitorare i loro sorrisi, la loro gioia e somministrato iniezioni di felicità e, soprattutto, realizzato il sogno che tanti bambini hanno: vedere per un giorno la Ferrari da vicino per poterci salire! Queste cure particolari le abbiamo potute dedicare a tutti i nostri piccoli campioni solo grazie a tutti i volontari che ci danno una mano da sempre e che rispondono, senza mancare mai, a tutte le iniziative di solidarietà.»

Visita il sito di ALR: www.alorenzo.org e la Pagina Facebook

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