Salento, bellezza dello sport: la Musokan Karate di Lecce unisce la famiglia alla passione per l’arte marziale

Un podio condiviso in famiglia quello degli allievi del Musokan Karate di Lecce con la medaglia al collo infatti troviamo padre e figlio, diligentemente seguiti dal maestro Sergio Pinto che il 3 e 4 Febbraio 2018 hanno conquistato la pedana e l’ennesimo Torneo Internazionale di Karate Città di Perugia.

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I “piccoli” vincitori Angelo Giannuzzi ed Emanuele Basso si sono guadagnati rispettivamente l’oro e l’argento nella specialità Kata individuale, per la fascia 2008. Giuseppe Giannuzzi ha raggiunto il primo posto nella stessa categoria fascia di età 2006. E tutti e tre hanno vinto un’altra medaglia d’oro nel Kata a squadre. 

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E dato che buon sangue non mente, nella categoria Master del Kata individuale troviamo classificato al primo posto il loro papà Riccardo Giannuzzi con la medaglia d’oro e Diego Rizzo con quella d’argento.

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Salento, bellezza dell’arte culinaria: la cucina tipica scioglie il cuore di Cracco

Carlo Cracco, un nome di fronte al quale molti chef e apprendisti chef tremano data la sua fama da noto critico culinario, lo abbiamo visto più volte nelle vesti di giudice esaminare e poi commentare senza peli sulla lingua piatti di ogni genere.

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Ma adesso il Salento ha un posto d’eccellenza nel suo cuore, è stata Solaika Marrocco, chef del Primo Restaurant di Lecce a rendere noto al cuoco uno dei piatti più tradizionali della nostra terra. La giovane e talentuosa donna ha ricevuto un importante riconoscimento vincendo il “Premio Birra Moretti Gran Cru 2017” conquistando il palato degli chef con la rivisitazione di un piatto tipico: i turcineddhi, per l’occasione glassati alla birra e accompagnati da marmellata di cipolle all’arancia, critmi in tempura e infuso di luppolo. Solaika è originaria di Parabita e si è diplomata presso l’Istituto Alberghiero di Santa Cesarea Terme.

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Un piatto il cui solo pensiero fa venire l’acquolina in bocca. Non è una sorpresa quindi che attraverso questa deliziosa pietanza la finalista abbia lasciato a bocca aperta i giudici eliminando più di 160 concorrenti. Il concorso indetto a livello nazionale è un ottimo trampolino di lancio che ci offre la possibilità di rendere noto un piatto che nasce dalla quotidianità delle nostre tavole e arriva a toccare il cuore di chef di importanza mondiale.

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Salento, bellezza della musica: La Notte della Taranta in trasferta a Londra 

Per il nostro territorio il turismo è un settore fondamentale, durante tutto l’anno sono tantissimi i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo che scelgono il Salento come meta per le loro vacanze, venendo alla scoperta delle nostre usanze e tradizioni. L’alta stagione si presenta in estate, ed è proprio in piena estate, intorno alla fine di Agosto che si celebra una delle tradizioni più legate alla nostra terra, il concertone: La Notte della Taranta.  ​

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Già internazionale, La Notte della Taranta lega il Salento a tutte le culture del mondo attraverso la musica ed il ballo. Ed è per questo che l’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) ospiterà al World Travel Market, una delle fiere del turismo più importanti a livello mondiale, L’Orchestra Popolare, interprete del grande evento salentino, che avrà modo di esibirsi a Londra il 6 Novembre, nella giornata di inaugurazione della fiera pizzicando gli animi dei cittadini inglesi a suon di tamburelli.

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Il concerto avrà luogo in Piazza Italia nello spazio espositivo ExCel di Londra. Massimo Manera, presidente della “Fondazione La Notte della Taranta” trova che sia il palcoscenico ideale per divulgare al meglio la tradizione musicale Salentina, grazie anche all’inserimento del nostro festival tra le eccellenze italiane, a cura del Ministro Dario Franceschini, sicuramente un notevole supporto all’industria turistica Pugliese.

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Dirigerà il palco londinese Daniele Durante che darà andamento tempo e dinamiche all’Orchestra composta da Antonio Amato (voce e tambuerllo), Nico Berardi (fiati), Giuseppe Astore (violino) e Francesco Cardone (organetto). Balleranno la pizzica Lucia ScarabinoSerena Pellegrino e Cristina Frassanito.

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Salento, bellezza dell’arte dolciaria: Isabella Potì tra i 30 “under 30” su Forbes

Isabella Potì, un nome che sentiremo spesso nominare quello della 21enne sous chef e pastry chef del ristorante Bros (già noto per i suoi successi).  La giovanissima promessa è infatti nella classifica della rivista americana Forbes riguardante i 30 personaggi “under 30” più promettenti per il futuro. Un grande prestigio per la cuoca inserita in una classifica che comprende ogni angolo del pianeta e ogni tipo di mestiere.

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Isabella frequentava il quinto anno del liceo alberghiero quando incontrò i fratelli Giovanni e Floriano Pellegrino, direttori e fondatori del Bros. Dopo i primi quattro mesi di stage per prendere confidenza con la cucina del  ristorante e con i proprietari, ha lavorato prima a Londra all‘Hibiscus Resturant continuando poi il tirocinio si è spostata presso lo chef basco Martin Berasategui sempre in contatto con i due fratelli. E ora si sono stabilizzati a Lecce, una città viva e movimentata e come dice lei stessa: “adatta a noi”.

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La “Pasticceria da ristorante” secondo lo chef deve essere molto tradizionale senza piatti astratti e troppo artificiali,nulla contro gli impiattamenti fantasiosi dei colleghi ma si ritiene più affezionata alla tecnica tradizionale pasticcera, sempre aggiungendo un tocco personale affine con il territorio e la stagione. Il soufflè è suo il cavallo di battaglia la cosa che sa fare meglio e su cui sperimenta di più, creando meraviglie come il soufflè al sedano per il periodo estivo e quello al formaggio di capra stagionato con il gelato al nocino per le stagioni più fredde. Ritiene però la “forma” secondaria al “sapore” del dolce, difatti è solo attraverso il sapore che il dolce avrà la forma adeguata impiattando in maniera genuina e lineare. Anche senza esserci andati è ormai risaputo che la cucina del “Bros” è molto particolare e, per realizzare certe opere, ci vuole molto allenamento perciò gli chef sono sotto prova costante cercando sempre di migliorare il prodotto servito.

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Isabella potrebbe prevedere un futuro pieno di aspettative ma preferisce continuare ad immaginarsi con la famiglia “Bros”. Per lei, il traguardo di Forbes è uno stimolo per dare sempre il meglio.

L’articolo su Forbes

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Salento, bellezza dell’arte culinaria: i ristoranti da “cappello” per L’Espresso

I premi per la gastronomia nel Salento non bastano mai , questa volta i protagonisti sono i nostri migliori ristoranti citati nella guida “I Ristoranti d’Italia” de L’Espresso presentata alla Stazione Leopolda di Firenze, in onore dei 40 anni del settimanale. A chi tocca fare i complimenti quindi nel Salento? Sono circa diciassette i ristoranti Salentini citati nella guida, ma a sei di essi sono stati riconosciuti i “cappelli” (metro per giudicare ristoranti di un alto livello).

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Primi fra tutti “Bros” di Lecce a cui sono stati assegnati ben 3 cappelli, che stanno a definire una “cucina ottima” oltre che il premio “My Chef” come “performance dell’anno“. Ma nulla da togliere all’ “Alex Ristorante” di Lecce, al “Folie” di Villa Convento al “Bleu Salento” di Gallipoli, “Laltro Baffo” di Otranto e il “Lemí” di Tricase a cui è stato assegnato un Cappello a testa ad indicare una “buona cucina”. Risultato decisamente migliore dell’anno passato in cui solo il “Bros” e il “Lemí” erano riusciti ad aggiudicarsi un cappello ciascuno.

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Insomma un successo soprattutto per i direttori dei ristoranti. Un volto nuovo in questa classifica è quello di Franco Tornese gestore del “Bleu Salento” già precedentemente premiato dalla Guida con “La Quinta Stagione” e prima ancora con il “Kepos“; secondo l’interessato è stata proprio la nostra cucina tradizionale, alla costante ricerca della qualità e semplice come la nostra terra a farci ottenere questi risultati. Soddisfatta anche Alessandra Civilla proprietaria dell’ “Alex il ristorante” e Cristina Conte che insieme al suo bambino di sette mesi dirige “Laltro Baffo” nella meravigliosa Otranto ringraziando lo staff e dedicando il premio all’interno territorio; Antonio Raffaele direttore del “Folie” riconosce gli enormi progressi della cucina Salentina ricordando tempi in cui la qualità era quasi messa da parte, condivide questo pensiero anche Ippazio Turco di “Lemì” il quale spera che queste premiazioni cancellino ogni tipo di pregiudizio e aboliscano rivalità e differenze.

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Gli altri ristoranti citati nella guida dell’Espresso 2018 sono “Le Macàre” (Alezio), “Capitoni coraggiosi” (Gallipoli), “All’ombra del barocco”, “Gambero rosso”, “Osteria 203” (Lecce), “Osteria degli spiriti”, “Nazionale” e “Malcandrino” (Lecce), “Barriques” (Martano), “Origano” (Minervino), “Hotel Le Dune Aqua” (Porto Cesareo), “Don Fausto, Cucina e passione” (Vernole).

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Salento, bellezza della qualità: 300mila Lounge Bar miglior bar d’Italia

Non è certo una novità per il 300mila Lounge Bar di Lecce essere premiato dalla  prestigiosa guida ‘Il Gambero Rosso’. Nel 2018, come cinque anni fa, raggiunge la vetta come “migliore Bar d’Italia”. Amato da molti leccesi, e non solo, come scrive la guida, va gratificato: “per l’innovativa visione imprenditoriale, la qualità dell’offerta complessiva anche della mixology, la ricerca della materia prima e la sensibilità ai temi sociali e di sostenibilità ambientale”.

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Tanta soddisfazione per il direttore del bar Davide de Matteis che prima di tutti ringrazia i suoi collaboratori e i suoi clienti specificando che senza la loro presenza nulla del genere sarebbe mai potuto accadere. Ma, si sa, i sacrifici vengono sempre ripagati.

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Nel futuro si prevede di aprire spazi più grandi e prossimi centri di produzione allargando così la famiglia 300mila. Lecce grande città turistica saprà come sfruttare al meglio questa premiazione, sempre con il buon gusto della migliore qualità.

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Salento, bellezza della musica: l’etichetta Dodicilune tra le migliori in Italia

Il Salento si fa sentire ancora , questa volta nel vero senso della parola. Dodicilune è la protagonista della scena musicale del nostro territorio posizionandosi tra le prime 10 migliori etichette discografiche in tutta Italia nel prestigiosi Jazzit Award 2016; referendum indetto dalla rivista di Luciano Vanni che ogni edizione include circa 15mila appassionati ed operatori nel settore , in Italia e all’estero.

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Dodicilune è il mix perfetto di diversi generi musicali fra cui jazz, classica , contemporanea e musiche provenienti da ogni angolo del pianeta, egregiamente gestiti da Maurizio Bizzochetti e artisticamente diretti da Gabriele Rampino. Circa 220 produzioni di artisti Italiani e stranieri , acquistabili in più di 400 punti vendita tra negozi dischi e store , naturalmente sono reperibili anche online sulle più importanti piattaforme mondiali.

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Nella categoria “I migliori 100 dischi italiani e stranieri del 2016” sono state segnalate tre nuove produzioni firmate Dodicilune: “Songs of yesterday, today and tomorrow” del nuovo progetto Antonio Apuzzo Strike!, guidato dal compositore, sassofonista e clarinettista e composto dal contrabbassista Sandro Lalla, dal percussionista Luca Bloise, dal batterista Michele Villetta e dalla cantante Costanza Alegiani; “Tomorrow – 2 more rows of tomorrows” di Camilla Battaglia che propone nove brani inediti interamente composti dalla cantante (la musica di “Shaping Smiles” è di Andrea Lombardini mentre il testo di “My Tree” ha un inciso del poeta statunitense Galway Kinnell) e la cover di “The Blower’s Daughter” del cantautore irlandese Damien Rice; “The Mingus Suite” del compositore e arrangiatore Adriano Clemente, un ritratto jazz in sette movimenti ispirati dalla musica di Charles Mingus. (fonte:  www.dodicilune.it)

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Sono stati premiati anche alcuni produttori singoli dell’etichetta , tra i primi dieci nelle varie classifiche divise per strumento si sono classificati Gabriele Mirabassi e Gianluigi Trovesi (clarinetto), Giancarlo Schiaffini (trombone), Vince Abbracciante (fisarmonica e organo hammond), Roberto Ottaviano e Paul McCandless (sax soprano), Pierluigi Balducci (basso elettrico).

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