Salento, bellezza in difesa: le 82 torri costiere

Hanno difeso a dovere il Salento dalle incursioni nemiche del passato e, se oggi residenti, visitatori e turisti possono rubare (con lo sguardo) le meraviglie di questa terra, è solo grazie a loro, parliamo delle 82 torri costiere che, erette nel XVI secolo, non hanno permesso agli invasori di depredarne le ricchezze naturali.

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Gli attacchi dei pirati (barbari e corsari) si concentrarono soprattutto dal 1500 al 1571, cioè in quell’intervallo di tempo compreso fra la caduta di Costantinopoli e l’espansionismo turco nel Mediterraneo da un lato, la sconfitta degli Ottomani nella battaglia di Lepanto dall’altro. Proprio nel periodo “caldo”, costatata anche la furbizia dei Turchi che si travestivano da pellegrini bisognosi, fu il viceré Don Pietro di Toledo, intorno agli anni ’30 del 1500, ad ordinare la costruzione di tali strutture fortificate lungo tutta la costa, adriatica e ionica (a partire, probabilmente, da Otranto e da Novaglie), ma in particolar modo sui tratti di versante basso e roccioso, come quello che fa capo alla città di Nardò, perciò una delle zone più ricche di torri.

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Le torri realizzate in epoca medievale vennero generalmente costruite  a pianta quadrata, con basamento a scarpa e terrazza sommitale delimitata da merlature; lungo le pareti, vi si aprivano apposite feritoie. In qualche caso le strutture fortificate venivano  costituite da più corpi di fabbrica, uniti tra loro da ballatoi. Alcune torri costiere del Salento sono giunte quasi intatte sino ai giorni nostri, molte altre invece non sono riuscite a sopravvivere al tempo ed all’incuria; alcune sono completamente scomparse.

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